Torino, 7 febbraio 2010

 

Gent. mo Direttore, La prego sentitamente di far pervenire a Marco (autore della lettera pubblicata in prima pagina sulla donna che vuole abortire) il seguente messaggio.

 

Se lo ritiene la pubblichi sul sito o sul quotidiano.

 

Non esiti a darGli il mio numero di cellulare: […].

 

Giovanni Maria Leotta

Responsabile Nazionale

 

Associazione Due minuti per la vita

Casella postale 299 – 10121 Torino

www.dueminutiperlavita.info

info@dueminutiperlavita.org

 

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Caro Marco,

comprendiamo la Sua angoscia e la Sua rabbia, condizioni dell’animo che non possono non sussistere in chi si trova nella situazione di assoluta impotenza di fronte all’idea dell’imminente uccisione del proprio figlio! Non disperi tuttavia! Ci sono ancora alcune vie da tentare.

 

1. Innanzitutto pregare! Pregare?! Sì, la preghiera in difesa della vita nascente è il proprium della nostra Associazione e la sua diffusione è lo scopo per cui esistiamo. L’opposizione all’aborto non è una questione religiosa ma, per chi è cattolico, la preghiera è strumento preziosissimo, e troppo spesso ignorato o sottovalutato, nella difesa della vita!

 

2. La invitiamo molto caldamente a spedire (ancora meglio a consegnare) alla Sua “compagna” il doloroso ma concreto testo «…Ma questo è un figlio. Testimonianze dal dramma dell’aborto», (ed. Gribaudi) che riporta le commoventi testimonianze di ragazze e donne che hanno abortito e che se ne sono pentite, anche a distanza di moltissimi anni. (Se lo desidera lo chieda pure a noi e glielo spediremo, purtroppo si trova con difficoltà).

Lo scopo del libro – così come quello dei filmati di un aborto – non è, come pensano alcuni fautori dell’aborto senza se e senza ma, terrorizzare la donna e colpevolizzarla in anticipo, ma informarla e metterla in guardia da ciò che sta per compiere e da cui NON potrà tornare indietro. Mai più.

Quante donne, anche se non vengono a raccontarlo, vorrebbero poter tornare indietro, non aver soppresso la creatura non ancora nata che cresceva dentro di loro, se solo avessero saputo, se solo qualcuno avesse offerto loro una possibilità, se solo qualcuno avesse detto loro la verità su ciò che stavano per fare!

L’aborto non è un qualcosa di cui ci si dimentica in fretta, le conseguenze possono durare anche tutta la vita. E di fronte all’obiezione classica e scontata che un figlio può rovinare la vita l’unica risposta – vera ed umile – è che è sicuramente meglio un figlio in braccio che un figlio sulla coscienza. Per quanto possa essere difficile la situazione in cui ci si trova l’eliminazione del proprio figlio non risolverà la situazione, ma la peggiorerà solo.

 

3. Contattare il servizio SOS Vita, del Movimento per la Vita italiano, al numero verde 800.813000, al quale troverà persone preparate e sempre disponibili (24/24) che la potranno aiutare e consigliare meglio di noi.

 

4. Non sappiamo, giacchè nella Sua lettera non se na fa cenno, se il motivo per cui la madre vuole abortire sia anche di carattere economico. In questo caso le offriamo il nostro sostegno e saremo ben lieti di poterLe offrire un Progetto Gemma, che consiste in una sorta di adozione prenatale e che si concretizza nel donare alla mamma in difficoltà 160€ per 18 mesi. Non è tanto, lo so, ma Le assicuro che è tutto quanto in nostro potere fare.

 

Sperando di ricevere Sue notizie La saluto cordialmente,

 

Giovanni Maria Leotta

Responsabile Associazione Due minuti per la vita